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	<title>Aesop 2007 Napoli</title>
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	<description>Teoria e pratica della pianificazione urbanistica</description>
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		<title>Partecipazione e Governance</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 08:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Comunitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[La crescente complessità delle attuali problematiche legate allo sviluppo sostenibile e alle grandi sfide del nuovo millennio hanno spinto molti organismi internazionali, Unione Europea e ONU in primis, ad implementare nuove modalità di gestione della Cosa Pubblica, maggiormente aperte alla partecipazione tra governi centrali, istituzioni locali e semplici cittadini. L’evoluzione della prassi partecipativa europea Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La crescente complessità delle attuali problematiche legate allo sviluppo sostenibile e alle grandi sfide del nuovo millennio hanno spinto molti organismi internazionali, Unione Europea e ONU in primis, ad implementare nuove modalità di gestione della Cosa Pubblica, maggiormente aperte alla partecipazione tra governi centrali, istituzioni locali e semplici cittadini.</strong></p>
<h2>L’evoluzione della prassi partecipativa europea</h2>
<p>Nel Vecchio Continente, il concetto di Governance si è evoluto a partire dai primi anni 1990 ed è diventato un punto di riferimento centrale per gli studiosi di integrazione europea. L’approccio storico, più volte ribadito e rilanciato, passa per il coinvolgimento di attori abitualmente estranei o emarginati dalle Istituzioni al centro stesso dell’azione politica.<br />
Sin dalla sua nascita, la Commissione europea ha cercato di coinvolgere le differenti parti sociali nelle proprie decisioni politiche, prassi ulteriormente rafforzata con l’estensione delle competenze dell&#8217;Unione Europea varate con il Trattato di Maastricht del 1992. Da quel momento nuovi attori sociali hanno iniziato a partecipare attivamente al sistema politico comunitario, con la Commissione costantemente impegnata ad intrecciare relazioni formali e non con diverse tipologie di soggetti interessati dall’evoluzione. La natura e l’estrazione di questi attori e degli interessi che promuovono e difendono è in realtà assai variabile, spaziando da imprese commerciali a parti sociali, passando per organizzazioni sindacali, di consumatori, di donne e di gruppi ambientalisti, tutti a diverso titolo coinvolti nella governance politica dell’Unione.</p>
<h2>La “Governance partecipativa”</h2>
<p>L’approccio che può essere associato a questo tipo di pratica e di “ricerca”, non fa tuttavia riferimento al concetto classico di “democrazia partecipativa”, con la sua costante domanda di un governo autentico da parte del popolo. Invoca piuttosto un coinvolgimento dei cittadini alle problematiche dell’Unione, capace di sfruttare le loro potenzialità al fine di individuare soluzioni comuni. I sostenitori di questo approccio sono convinti che la partecipazione supporti l&#8217;efficacia del sistema perché può aiutare a superare i problemi di attuazione delle politiche comunicare. Infatti, considerando le motivazioni e favorendo il raggiungimento degli obiettivi degli stessi destinatari di queste politiche, li si incentiva a rispettarle, sfruttando nel contempo le loro conoscenze e potenzialità. Da questo punto di vista funzionale, la partecipazione della società civile è una condizione necessaria per legittimare democraticamente e rendere più efficacie il sistema di Governance europeo.</p>
<p>Foto: richterfoto</p>
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		<title>Il Dipartimento di Progettazione Urbana e Urbanistica della Federico II di Napoli</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 08:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Situato negli edifici cinquecenteschi dell’ex Conservatorio dello Spirito Santo di Napoli, il DPUU dell’Università Federico II rappresenta una delle eccellenze italiane nel campo della Composizione architettonica e della Pianificazione urbanistica, territoriale e ambientale. Un approccio interdisciplinare Istituito con decreto regionale nel 2006, il Dipartimento si colloca all’interno del Polo delle Scienze e Tecnologie dell’Ateneo Federico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Situato negli edifici cinquecenteschi dell’ex Conservatorio dello Spirito Santo di Napoli, il DPUU dell’Università Federico II rappresenta una delle eccellenze italiane nel campo della Composizione architettonica e della Pianificazione urbanistica, territoriale e ambientale.</strong></p>
<h2>Un approccio interdisciplinare</h2>
<p>Istituito con decreto regionale nel 2006, il Dipartimento si colloca all’interno del Polo delle Scienze e Tecnologie dell’Ateneo Federico II, anche se i settori di ricerca e didattica ai quali afferisce sono molto articolati e specifici. Oltre alla Pianificazione, campo di ricerca primario, il Dipartimento è attivo in altri settori di studio come la Tecnologia, la Rappresentazione, l’Architettura tecnica e l’Arredamento, grazie alla pluridisciplinarità delle competenze e delle professionalità su cui può contare. Queste caratteristiche lo hanno portato negli anni a rafforzare e infittire le relazioni tanto con Enti ed Istituzioni pubbliche, quanto con importanti realtà del settore privato, alle quali il DPUU mette a disposizione le proprie competenze e specificità. I docenti che lo popolano sono attivi nelle facoltà di Ingegneria ed Architettura dell’Università di Napoli e sono coinvolti in diverse attività formative di terzo livello, tra le quali si ricordano i dottorati di ricerca in Progettazione Urbana e Urbanistica, Tecnologia dell’Architettura e in Rilievo e Rappresentazione dell&#8217;Architettura e dell&#8217;Ambiente. Molti anche i Master, attivati e strutturati per rispondere a specifiche richieste della società e del tessuto imprenditoriale nazionale.</p>
<h2>Settori di studio e di ricerca</h2>
<p>Sono due gli ambiti di studio e di ricerca nei quali è attivo il DPUU. Il primo riguarda la Progettazione Architettonica e Urbana e si occupa dello sviluppo di progetti architettonici per le città e il territorio. Ciò significa analisi e descrizione dei materiali che compongono di volta in volta i diversi contesti, approfondimenti teorici, sperimentazioni e letture progettuali. Nello specifico, le aree di approfondimento che interessano questa linea di ricerca coinvolgono l’architettura della città, del territorio e delle infrastrutture, oltre che i caratteri e i significati dell’architettura. Il secondo ambito di studio riguarda le tecnologie sostenibili per l’habitat e approfondisce le tematiche legate alla sostenibilità ambientale, all’innovazione, alla qualità abitativa e alle nuove tecnologie per l’edilizia. In questo novero le aree di approfondimento coinvolgono le tecnologie per la riqualificazione urbana ed edilizia, oltre che lo studio dell’industrializzazione edile, il controllo dei cicli di vita degli edifici e la riduzione degli impatti ambientali in fase di realizzazione.</p>
<p>Foto: Rilo Naumann</p>
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		<title>La pianificazione ai tempi della Risk Society</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 10:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Società del rischio&#8221; è un termine che è emerso durante gli anni ‘90 per descrivere il modo in cui la società moderna organizza le proprie reazioni rispetto, tra gli altri, ai rischi ambientali, sociali ed economici. Per definizione dunque, il Rischio rientra a pieno titolo nella materia di studio della Pianificazione, intesa come risposta al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Società del rischio&#8221; è un termine che è emerso durante gli anni ‘90 per descrivere il modo in cui la società moderna organizza le proprie reazioni rispetto, tra gli altri, ai rischi ambientali, sociali ed economici. Per definizione dunque, il Rischio rientra a pieno titolo nella materia di studio della Pianificazione, intesa come risposta al rischio sul lungo termine.</strong></p>
<h2>Rischio, pianificazione ed etica</h2>
<p>Come concetto, il rischio comprende diversi significati e dimensioni, come il rischio naturale, la sicurezza, le multiformi minacce che riguardano uomo e ambiente, i conflitti e la marginalità sociale che interessa moltissime aree periferiche d’Europa e del mondo. In questa prospettiva, il rischio si collega al tema più &#8220;classico&#8221; dell’Incertezza, intesa come dimensione fondamentale della pratica di pianificazione, ponendo nel contempo nuove domande in merito all’organizzazione e alla governance delle aree metropolitane di tutta Europa. Gli studi su questo tema – come quelli di Beck e Giddens nel campo delle scienze sociali &#8211; aprono un nuovo quadro teorico, in cui il rapporto tra la pianificazione e l&#8217;etica diventa una questione chiave, in una prospettiva di pianificazione basata su valori condivisi come la fiducia, la cooperazione e il mutuo aiuto. Di conseguenza, il rischio entra in gioco in alcuni temi fondamentali in agenda nella società d’oggi, come l’instabilità sociale, la marginalità e la frammentazione. Lo hanno sottolineato in particolare alcuni provvedimenti recenti della Comunità Europea in materia di politica urbana e urbanistica, focalizzati nello specifico sulla cooperazione transnazionale e sull’integrazione dei cittadini europei.</p>
<h2>Il XXII congresso generale dell’AESOP</h2>
<p>L’annuale congresso dell’Association of European Schools of Planning del 2007, ospitato dall’Università di Napoli, ha incentrato i propri dibattiti e tavole rotonde proprio su questo tema, con la consapevolezza che il rischio, oltre ad essere una delle principali preoccupazioni di una grande città come Napoli, rappresenta un problema di difficile risoluzione per teorici e studenti della Pianificazione. Il concetto di Risk Society tocca in effetti un gran numero di argomenti ed è oggetto di innumerevoli pratiche, studi e discipline, tra i quali: cooperazione territoriale e politiche di coesione, educazione, sfide globali legate allo sviluppo socio-economico, partecipazione e governance, declino urbano e esclusione sociale, progettazione urbana e pianificazione del patrimonio territoriale e ambientale.</p>
<p>Foto: rtguest &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La cooperazione territoriale europea e la coesione politica</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 10:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cooperazione territoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[Asset prioritario della politica comunitaria, l’obiettivo primario della Cooperazione Territoriale Europea è quello di promuovere la coesione economica e sociale nell&#8217;Unione europea attraverso la riduzione degli squilibri tra le regioni e i gruppi sociali che la compongono. Innovazione, coesione e crescita sostenibile Per rafforzare la coesione politica intercomunitaria e favore prosperità e innovazione all’interno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Asset prioritario della politica comunitaria, l’obiettivo primario della Cooperazione Territoriale Europea è quello di promuovere la coesione economica e sociale nell&#8217;Unione europea attraverso la riduzione degli squilibri tra le regioni e i gruppi sociali che la compongono.</strong></p>
<h2>Innovazione, coesione e crescita sostenibile</h2>
<p>Per rafforzare la coesione politica intercomunitaria e favore prosperità e innovazione all’interno dei suoi confini, la cooperazione territoriale è considerata uno dei vettori di crescita sostenibile e occupazione più importanti dell’Unione Europea. Questa pratica ormai consolidata, oggetto di direttive e provvedimenti legislativi specifici, muove da una pratica virtuosa di scambio tra cittadini e regioni europee, unitamente alle best practice di politica regionale, indipendentemente dai confini esistenti. Ad oggi sono state promosse diverse azioni di cooperazione territoriale in molteplici aree europee, coinvolgendo differenti organismi e strutture. La stella polare dell’attuale periodo di programmazione (2007-2013) consiste nel rafforzamento del valore aggiunto di ciascun territorio attraverso la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale. E’ così che regioni e città di diversi Stati membri dell&#8217;UE sono invitati a lavorare insieme per trovare soluzioni comuni in diversi campi. La normativa di riferimento è contenuta nel Libro verde sulla Coesione Territoriale della Commissione europea, documento che indirizza tutte le azioni volte alla cooperazione, in un quadro più ampio di sviluppo territoriale e di performance di crescita a lungo termine sostenibili dell&#8217;UE nel suo insieme.</p>
<h2>Obiettivi della nuova programmazione: 2007 – 2013</h2>
<p>Con un contributo comunitario di quasi 7,8 miliardi di euro, la cooperazione territoriale ha raggiunto una nuova scala e comprende ora 75 programmi transfrontalieri (che coinvolgono anche paesi esterni all’UE), 13 programmi transnazionali e uno interregionale, oltre ai programmi speciali URBACT, ESPON e INTERACT. La Cooperazione Territoriale Europea nella programmazione attuale, opera su tre linee di intervento. La prima è la Cooperazione Transfrontaliera, con l’obiettivo di trasformare le regioni situate su entrambi i lati delle frontiere interne ed esterne dell&#8217;Unione europea in forti poli economici e sociali. La seconda riguarda la cooperazione tra le maggiori regioni europee e promuove la collaborazione nell’affrontare sfide comuni, come la gestione delle inondazioni, i trasporti e gli affari internazionali. La terza e ultima è la Cooperazione Interregionale ed è volta allo scambio di esperienze tra gli attori locali e regionali provenienti da tutta Europa al fine di contribuire alle strategie dell&#8217;UE in materia di crescita, coesione e sviluppo sostenibile.</p>
<p>Foto: MACLEG &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Cos’è AESOP</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 12:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AESOP, acronimo per Association of European Schools of Planning (Associazione delle Scuole Europee di Pianificazione) è un network che riunisce le principali Università Europee con dipartimenti specializzati nei settori della pianificazione urbanistica e regionale. Fondato nel 1987, ha sede a Dortmund, in Germania. Cooperazione e dialogo interaccademico Missione primaria di AESOP è promuovere lo sviluppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AESOP, acronimo per Association of European Schools of Planning (Associazione delle Scuole Europee di Pianificazione) è un network che riunisce le principali Università Europee con dipartimenti specializzati nei settori della pianificazione urbanistica e regionale. Fondato nel 1987, ha sede a Dortmund, in Germania.</strong></p>
<h2>Cooperazione e dialogo interaccademico</h2>
<p>Missione primaria di AESOP è promuovere lo sviluppo dei programmi di studio e di ricerca degli istituti membri, attraverso il dialogo reciproco, la comunicazione, lo scambio e la diffusione di pratiche e metodologie di ricerca. Forte di oltre 150 membri, AESOP è l’unico organismo rappresentativo delle università europee attive nel campo della Pianificazione. Questa unicità l’ha portata negli anni ad assumere una connotazione di guida nei dibattiti riguardanti la pianificazione e la formazione dei professionisti di questo ramo. AESOP promuove e sviluppa la propria agenda attraverso la cooperazione con organismi professionali, istituzioni politiche e tutti gli altri attori chiave dello sviluppo territoriale e urbano d’Europa. Accanto alla mission statutaria, AESOP mira anche a dare un respiro europeo alle pratiche e agli insegnamenti relativi alla pianificazione, rendendoli parte di un processo di cooperazione istituzionale e di integrazione europeo, tenendo presente la prospettiva di aumentare la mobilità professionale nel vecchio continente. Altro obiettivo primario consiste nel promuovere ed espandere le pratiche di insegnamento superiore relative alla pianificazione in tutta Europa, attraverso il sostegno reciproco e il dialogo, facilitando le visite di scambio tra atenei e la diffusione delle informazioni.</p>
<h2>Struttura e attività</h2>
<p>L’AESOP è strutturata in un Assemblea plenaria, un Consiglio dei Rappresentanti e un Comitato Esecutivo. Le sue funzioni esecutive sono detenute dal Consiglio dei Rappresentanti, organo eletto dai membri effettivi e detentore dei poteri di gestione e di amministrazione dell&#8217;Associazione.<br />
Ogni anno, solitamente nel mese di luglio, l’Associazione tiene il suo Congresso Annuale, ospitato da una delle università aderenti.  I Congressi sono strutturati come una piattaforma di scambio negli ambiti della ricerca, dell&#8217;istruzione e nella pratica nella pianificazione. Ogni cinque anni AESOP co-organizza il Congresso Mondiale delle Scuole di Pianificazione, al quale partecipano scuole di pianificazione da tutto il mondo. L’Associazione promuove inoltre gruppi tematici di ricerca, premi e concorsi, pubblicazioni e il meeting annuale dei dottori di ricerca in pianificazione, che precede abitualmente il Congresso Annuale.</p>
<p>Foto: illustrez-vous &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Cos’è la pianificazione</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 12:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
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		<category><![CDATA[Sviluppo urbano]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla domanda “cos’è la Pianificazione?” è sicuramente difficile rispondere in modo univoco. Si possono infatti trovare tante definizioni del concetto di Pianificazione quanti sono gli esperti che si occupano di questa materia. Un concetto strutturato La via più semplice per circoscrivere le materie di studio della Pianificazione è osservare i processi che entrano in gioco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alla domanda “cos’è la Pianificazione?” è sicuramente difficile rispondere in modo univoco. Si possono infatti trovare tante definizioni del concetto di Pianificazione quanti sono gli esperti che si occupano di questa materia.</strong></p>
<h2>Un concetto strutturato</h2>
<p>La via più semplice per circoscrivere le materie di studio della Pianificazione è osservare i processi che entrano in gioco nella sua pratica. Vale a dire: sviluppo urbano, regionale e residenziale, assistenza sociale, trasporti e infrastrutture. Precise metodologie analitiche e di studio consentono di fare osservazioni, definire le criticità e applicare metodi adeguati per l’analisi e la risoluzione dei problemi circoscritti in questi ambiti. Il ruolo della pianificazione è quindi, in definitiva, la formulazione di piani che soddisfino i bisogni economici, ambientali, sociali e fisici della società, nonché il suggerimento di strategie funzionali ad attuare tali piani. Elemento fondamentale nella pratica del pianificatore è l’individuazione e la gestione dei conflitti di interesse che inevitabilmente entrano in gioco tra i diversi ambiti e soggetti coinvolti. Le trattative e la mediazione sono quindi di vitale importanza. L&#8217;etica è un’altra parte essenziale della Pianificazione, che deve rispondere ai problemi di volta in volta individuati promuovendo valori importanti come l&#8217;equità, la giustizia sociale, l&#8217;efficienza e la possibilità per i gruppi di interesse coinvolti e il pubblico di partecipare al processo decisionale che segue l’enucleazione dei problemi.</p>
<h2>Una pratica interdisciplinare</h2>
<p>La pianificazione è un&#8217;attività interdisciplinare che coinvolge professionisti con diversi profili, come architetti, ingegneri civili, sociologi, giuristi ed esperti di catasto. Vero è che gli approcci alla pianificazione variano sensibilmente di paese in paese, sia in Europa che nel resto del mondo. Queste differenze sono innanzitutto legate alla cultura e alle tradizioni di questi paesi, ma coinvolgono anche la loro struttura politica e grado di sviluppo economico. In Europa, ad esempio, la pianificazione viene intesa anzitutto come uno strumento in grado di promuovere e gestire il cambiamento della società con un approccio legato allo spazio e all’ambiente. Tutto ciò con un occhio di riguardo per la conservazione dell&#8217;ambiente e del patrimonio culturale condiviso. Di fatto quindi questa disciplina consta di diverse attività ed indirizzi, armonizzati in modo che i benefici della società sotto il profilo economico, ambientale e sociale siano sempre soddisfatti.</p>
<p>Foto: endostock &#8211; Fotolia</p>
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