Partecipazione e Governance

 

La crescente complessità delle attuali problematiche legate allo sviluppo sostenibile e alle grandi sfide del nuovo millennio hanno spinto molti organismi internazionali, Unione Europea e ONU in primis, ad implementare nuove modalità di gestione della Cosa Pubblica, maggiormente aperte alla partecipazione tra governi centrali, istituzioni locali e semplici cittadini.

L’evoluzione della prassi partecipativa europea

Nel Vecchio Continente, il concetto di Governance si è evoluto a partire dai primi anni 1990 ed è diventato un punto di riferimento centrale per gli studiosi di integrazione europea. L’approccio storico, più volte ribadito e rilanciato, passa per il coinvolgimento di attori abitualmente estranei o emarginati dalle Istituzioni al centro stesso dell’azione politica.
Sin dalla sua nascita, la Commissione europea ha cercato di coinvolgere le differenti parti sociali nelle proprie decisioni politiche, prassi ulteriormente rafforzata con l’estensione delle competenze dell’Unione Europea varate con il Trattato di Maastricht del 1992. Da quel momento nuovi attori sociali hanno iniziato a partecipare attivamente al sistema politico comunitario, con la Commissione costantemente impegnata ad intrecciare relazioni formali e non con diverse tipologie di soggetti interessati dall’evoluzione. La natura e l’estrazione di questi attori e degli interessi che promuovono e difendono è in realtà assai variabile, spaziando da imprese commerciali a parti sociali, passando per organizzazioni sindacali, di consumatori, di donne e di gruppi ambientalisti, tutti a diverso titolo coinvolti nella governance politica dell’Unione.

La “Governance partecipativa”

L’approccio che può essere associato a questo tipo di pratica e di “ricerca”, non fa tuttavia riferimento al concetto classico di “democrazia partecipativa”, con la sua costante domanda di un governo autentico da parte del popolo. Invoca piuttosto un coinvolgimento dei cittadini alle problematiche dell’Unione, capace di sfruttare le loro potenzialità al fine di individuare soluzioni comuni. I sostenitori di questo approccio sono convinti che la partecipazione supporti l’efficacia del sistema perché può aiutare a superare i problemi di attuazione delle politiche comunicare. Infatti, considerando le motivazioni e favorendo il raggiungimento degli obiettivi degli stessi destinatari di queste politiche, li si incentiva a rispettarle, sfruttando nel contempo le loro conoscenze e potenzialità. Da questo punto di vista funzionale, la partecipazione della società civile è una condizione necessaria per legittimare democraticamente e rendere più efficacie il sistema di Governance europeo.

Foto: richterfoto

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